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sabato 28 ottobre 2017

SOPRA TUTTO

SOPRASSATURA

Vedi Cincia che succede a rimandare a domani quello che avresti dovuto fare ieri e pure l'altro ieri e via via così, di ventiquattr'ore in ventiquattr'ore sino all'inizio dell'estate?
Ho sempre odiato le numerazioni.
Soprattutto quelle all'incontré (non siete pratici di quadriglie cumannate? ajajajajjjjj
non disperate, ve ne parlerò magari domani. ah!)
Si fanno ancora a scuola le numerazioni? Boh!
A giudicare dal fatto che i miei alunni non sanno contare e non sanno nemmeno le tabelline direi di no.
Ohoh, giusto, mi sa che voi non sapete ancora niente.
Apro una parentesi (una più una meno, cosa vuoi che sia, visto che da un mese non faccio altro) così vi aggiorno.
Da un mese, esatto esatto, la Cincia insegna Matematica e Fisica...quelle 27 ore a settimana che non si negano a nessuno se, quello che vuoi, è prendere qualcuno e mandarlo completamente fuori di testa.
SONO UDITIVAMENTE SOPRASSATURA
Sei, otto ore al giorno a parlare, ad ascoltare, a parlare sperando di essere ascoltata, a parlare cercando di sovrastare il rumoreggiare della folla non spingendo sul volume ma caricando sull'intensità e sulla densità.
Decibel che si sommano, logaritmi che fischiano, onde onde onde che rimbalzano intrappolate nella mia povera e dolorante scatola cranica e mi mandano in risonanza gli emisferi e tutti gli umori cerebrali.

Ed è così che le mie amate bestiole calamitano ogni mia attenzione, assorbono ogni mia energia vitale dissipandola in mille volute di fumo -a volte anche particolarmente aromatico devo dire...- e rivoli di ormoni (loro!).
Sia mai che gli venga in mente di concentrarle in una bella, elegante, funzione trascendente disegnata delicatamente, ma con mano ferma, su un bel foglio bianco. Pure i gessetti colorati gli ho comprato!
E comunque  a voi lo posso dire, la mia è anche invidia. Non sono mai riuscita a fregarmene della scuola, della bellezza della matematica, del senso del dovere e dell'orizzonte effimero dell'eccellenza.
E già che sono in vena di confessioni 'sta schiavitù del dover eccellere, mica per alimentare sogni di gloria, magari, "solo" per meritarmi di essere voluta bene. Poveri ormoni (miei!).
Ma è inutile piangere sugli ormoni versati.
Soprattutto mentre le mie amate bestiole son lì che sorpassano da destra, in penna, in tre sul motorino, tutte le cose che in fila per uno, in rigoroso silenzio, aspettavano di essere raccontate.

Con permesso mi assenterei un attimo:
sedo la rissa all'ingresso, ricarico il rotolo dell'eliminacode  e torno.

Baci tanti, a tutti.
E grazie, davvero, per la paziente e calorosa ed affettuosa attesa :-*

lunedì 6 febbraio 2017

TAMARREIDE NUMMERO "B!"

Perché ogni promessa è un debito.
Avevo promesso che avrei scritto una puntata per ogni concerto, per accompagnare il Maestro nella sua conquista dell'Italia.
Peccato che le date fossero un po' ravvicinate,
"peccato" che io in quel periodo stessi lavorando  (sempre a sprazzi, ma più si che no, diciamo così)
peccato che non c'è niente come fissar scadenze per minare il campo dove fioriscono i miei buoni propositi.
Ciò detto saldo il debito con un pagamento a quasi 60gg il che fa di me una splendida pagatrice. (Ditelo ad Equitalia, mi raccomando. Dovessi mai aver problemi un giorno, non si sa mai!)
E lo saldo accompagnando il Maestro nella sua conquista dell'EUROPA!

Ebbene si: LONDRA è caduta e ne ho le prove

Allora, ho perso il segno, dov'ero rimasta? ah, ci sono!Tortora/Praia a Mare anni '80/'90

Ho visto i miei vicini avvicinarsi da lontano, li ho accolti al grido di "Papà papà guarda: la processione". Niente madonne da far salpare al tramonto, tra inni di giubilo, su barche multicolori ricolme di fiori; solo una lunga colonna di auto che apriva la strada all'ammiraglia, quella che portava sul tetto il pezzo più sacro: a poltrona r'a nonna!

Terrore negli occhi di mio padre, panico e paura negli occhi di mia madre e mia zia, tentativo scomposto di fuga dei miei prozii (perché, a conti fatti, manco noi scherzavamo in quanto a vacanze in compagnia).
Io li ho amati, subito! E sono stata ricambiata! A loro devo molto, sono loro che mi hanno insegnato che un altro modo (e dico modo) è possibile, anche se, con un po' di moderazione è meglio.

Veniamo al sodo, il tema del giorno è: IL CIBO
Il tamarro non mangia, il tamarro si abboffa con grande soddisfazione, a qualsiasi ora del giorno e della nottte.
Non che noi fossimo a dieta, è che per i miei il contegno è valore.
Ai giovani tamarri, in spiaggia, gliel'accattavano la "fella di cocco"
A NOI NO!"ma chissà con che acqua la sciacquano"
Ai giovani tamarri, la domenica pomeriggio,in spiaggia, a merendina (dopo tutta la merce che si erano sfrattati a pranzo), la nonna gliele accattava le "graffe"
A NOI NO!" ma chissà con che olio scadente, uso e riuso, sono state fritte"

Durante le cene con gli amici del mare A NOI BAMBINI (mmmmm e non vi dico quanto odiavo 'sta cosa dei bambini!) prima ci davano le pizze fritte, poi gli spaghetti con le vongole e solo dopo, infami, uscivano l'impepata di cozze "tanto i bambini hanno già mangiato!"
Ribadisco: infami!
Se non fosse che a me le cozze mi sono sempre piaciute assai...
nel mio piatto ne arrivavano 3 ( e dico tre) "perché ai bambini le cozze fanno male!!!!"
contrattando potevo arrivare fino a 5.
Si, le cozze a casa mia vanno dispari...come le rose.

Se non fosse che, una sera, mi bastò girare l'angolo della casa per affacciarmi sul dehors dove servivano la cena i miei amati e scoprire, con mia grande meraviglia, che loro le cozze " e ccacciavanu cu 'a conca*"

Ho stampata nella mente l'immagine, ni-ti-da, di me in punta di piedi, con gli occhi sgranati, la mascella pendula, e le manine attaccate alla rezza**
Alla mia vista, i vicini, devono essersi molto preoccupati tant'è che il signore tamarro mi ha guardata, è venuto verso di me, e subito mi ha chiesto
"ma hai mangiato???"
"si", ho detto io "ma mamma le cozze così non me le dà"
"e come te le dà?????" ha detto lui
"mamma me ne dà 3" ho risposto io
"3????????"  credo di averlo sconvolto. Non credo che fino a quel momento avesse mai valutato nemmeno lontanamente la possibilità di contare le cozze.
"ma vieni a mangiare con noi" ché non si dica che il signore tamarro peccasse in generosità
"no,grazie, non posso" ho detto io
"ti vengo a prendere io?" ha detto lui
"no, grazie, mamma non vuole" ho detto io
"ti mando a mia figlia?" ha detto lui, incalzate
"no, grazie, mamma non mi manda" ho detto io
"ti mando a piglia' r'a  nonna?" ha detto lui, sempre più incalzante
"no, è che poi mamma quando torno si arrabbia di più" ho detto io

"E allor' aspiett"
E fu così che il signore mi proscette*** le cozze da sotto la rezza**
Prontamente sradicata per l'occasione, ça va sans dire.

Sempre grata!
Perché da quel giorno so che che un altro modo (e ridico modo) è possibile, anche se, con un po' di moderazione, forse, è meglio.


*dicesi conca il catino -di svariate misure ma comunque più è grande e più fa conca- blu con i doppi manici
**dicesi rezza la rete metallica o in pplastica utilizzata generalmente per delimitare una proprietà
***dal verbo proscere, porgere (e dai che è facile, si capisce su!)

mercoledì 16 novembre 2016

DAI CHE C'E' IL SOLE





Dai che c'è il sole,
dai che l'aria è fresca,
c'è un bel venticello.

La giornata ideale per tornare qua, aprire le finestre, aerare i locali prima di tornare a soggiornarci.

Prima che tutto vada a scatafascio.
Prima di ritornare quando l'ispirazione, gli astri, la cabala, i fondi del caffé  indicano propizio il momento e scoprire che si è ridotto tutto in polvere.


lunedì 11 maggio 2015

GHADAMES

La perla del deserto!

Non starò a dirvi di come e quando sono tornata lì ché certe volte, attraversare lo spazio e il tempo è un lampo.

Ghadames, la perla del deserto.

Non se ne possono varcare le porte senza essere accompagnati.
Il dittatore supremo ha deciso che non era più il caso di abitarla,
troppo bella per lasciarla vivere.
Meglio deportare tutti i suoi abitanti nella città moderna fondata per l'occasione e farne un bel museo a cielo aperto...patrimonio dell'unesco, per carità.

Gadhames, la perla del deserto.
Un dedalo di stradine in terra battuta che serpeggia tra un continuum di case talmente bianche da ferirti gli occhi, c'è di che perdersi ad ogni passo.
Sembra che non ci sia senso alcuno in quell'andare se non il deliberato desiderio di disorientare ogni sguardo estraneo,
 e invece ti muovi seguendo la brezza fresca, l'umidità dell'aria.
E quando non te lo aspetti più si apre una piazza e nei tuoi occhi entra il cielo.


E poi ancora dedali e poi ancora una piazza e tutto intorno scranni dove gli uomini, in rigoroso ordine gerarchico, si sedevano per godere del fresco, per chiacchierare, per intrecciare i fili del loro mondo di uomini visto dagli uomini.

Devi entrare in casa per una porticina stretta e bassa, 
devi andare oltre l'alcova, 
devi salire una scaletta ripida e stretta, e poi ancora un'altra che gira oltre il corridoio
per poter accedere alla città delle donne.
E Gadhames, la perla del deserto, adesso si, è lì ai tuoi piedi.


La città delle donne si svela sotto lo sguardo blu del cielo.
La strada si fa di passo in passo, di ballatoio in ballatoio, di terrazza in terrazza, tra ponticelli, scalette, passaggi arditi.
E senti ancora l'eco  delle vite e delle storie che passano di mano in mano, di bocca in bocca.

E quando per sbaglio o per curiosità ti capita di guardar giù
quello che vedi è un uomo solo, seduto e inerme, che rimane a guardare quel che non c'è più.








giovedì 4 dicembre 2014

TENERE LONTANO DALLA PORTATA DEI BAMBINI

S'è rotto il forno.
Cerca il forno, guarda il forno, ma forse che si, ma forse che no, ma si ci penso e poi eventualmente ripasso.

E poi succede, perché è così: quando l'amore arriva arriva.
E proprio come accade in amore c'è qualcosa che ci aggancia lo sguardo,
che calamita l'attenzione, che ci accalappia e ci fa battere il cuore;
tutto il resto, importante/non importante poco importa, si sfoca sullo sfondo,
dalle brume si staglia il dettaglio amato, la sorgente di ogni gaudio:
il girarrosto.

Ero piccina e quando la mia mamma non ce la faceva più a reggermi,
o semplicemente aveva da fare ed in qualche modo doveva pur disinnescarmi,
mi preparava il pollo allo spiedo.
LA GIOIA!
A quel punto prendevo la mia poltroncina (in paglia di vienna, con braccioli), mi sedevo davanti al forno
e non mi muovevo da lì fino a quando non era pronto.
IL POTERE DELL'IPNOSI!

Ed è così che quando, taglierino alla mano, mi sono avventata sulla fascetta strozzacavo che saldamente legava il mio girarrosto alla griglia (mia anche quella, giuro l'ho pagata, ma bisogna essere onesti e dare alle cose il loro nome: non è amore)
praticamente avevo tre anni!

*Il seguito è destinato ad un pubblico adulto e non impressionabile
(ammesso e non concesso che qualcuno abbia conservato interesse leggendo queste due forchettatine di cazzi miei)

Ed a tre anni è facile che ti scappi il taglierino e che violentemente ti affetti il dito e che tu te ne accorga solo perché lo senti rimbalzare sull'osso.
Sangue ovunque, manco stessi sgozzando un pollo!




sabato 7 giugno 2014

MEMENTO 48

Così vicini-cosí lontani...

L'intimità non c'entra niente con la distanza.


domenica 13 aprile 2014

DOPO MATTATOIO N°5

...SPAGHETTINO N° 3

Pasta?
Pasta!

Ho troppa fame, questa ci mette troppo tempo cuocere, meglio questi. ça va?
ça va!

Ha preso una pentola bella alta, ci ha messo dentro due dita d'acqua, del sale grosso preso da una graziosa ciotolina arancione e poi giù un abbondante giro d'olio d'oliva.
E fin qua, per quel che ne so io, va benissimo anche per togliere l'affascino.

Ha preso una pentola bella bassa, ci ha messo dentro dell'olio d'oliva e poi giù una bella bottigliata di passata di pomodoro.
ok,comincio a capire.

Da qui in poi, immaginatevi ai fornelli la dea kalì.

Nella pentola alta alta ci è finita al volo volo tutta tutta l'acqua del bollitore.

Un colpo secco e taaaaaaaaaac
mi ha spezzato a metà gli spaghettini (e con loro il cuore!)
che sono finiti dritti dritti nell'acqua bollente.

Dal frizer è sbucato quello che poi si rivelato essere un medaglione di carne trita che è stato prontamente lanciato al microonde.

Padellino. Olio.

E per gli spaghettini IL BIG BANG HA DETTO STOP
Scolapasta e via.

La trita nell'olio, veloce!
E giù mazzate col cucchiaio di legno.
Gira gira gira
e ciaffffffffff
va' la trita che è finita nel sugo.

...e va' gli spaghettini che sono ancora nello scolapasta.

Tapini loro, avran mica preso paura per qualche cosa?
Sarà mica per questo che quando hanno visto il forchettone gli si sono attaccati intorno tuttiinsiemevicinivicini?

Ma io ho messo l'olio? Ma come si fa per non far attaccare la pasta?
ehhhhhhhhhh mon cher

E comunque ieri sera l'ho sentito...per cena cucinava lasagne







giovedì 30 gennaio 2014

YOCO POCO MA YOCO

E pur'io...scrivo poco ma scrivo.

No, non sono di quelli che "sto scrivendo meno perché sto vivendo tanto"
E' vero, ho tanto, forse troppo, da fare. A stento mi ci raccapezzo.
Ma non è questo il punto.

Uno sherpa che corre in salita...che, giustamente, non si è mai visto.

Che cazzo sto facendo allora?

Sto facendo pace:
tra me e me,
tra me e quel che è stato,
tra me e quel che non è stato, che non ho voluto, che non ho potuto, che non ho saputo.

Pace come un sogno, come una preghiera.
Pace.

martedì 28 maggio 2013

SENZA TIRARE IN BALLO AMLETO

essere o non essere non è un problema...ho già scritto!
pubblicare o non pubblicare, questo è il dilemma.

quelle parole le guardo da lontano,
le ho scritte per farle fuori.
fatto!

un foglio in mano,
cancellature come orbite vuote.
fisso, domando e dondolo

mercoledì 12 dicembre 2012

MEMENTO 45

L'inutile illusione di controllo che si nasconde dietro a un NO

La libertà di dire SI

giovedì 15 novembre 2012

PIUTTOST CHE NIENT

Sai quando hai voglia di scrivere ma  non ci riesci?
No, non è ansia da prestazione.
No, non è ansia da foglio bianco.
La definirei ansia da piombo.
Sai quando le tue dita schiacciano tasti che si materializzano a video in righe pesanti, ma pesanti, ma pesanti...
e siccome non ho voglia di ammorbarmi
e siccome non ho voglia di farvi andare in giro con le balle a strascico 
(che detto tra noi è anche pericolosetto)
e siccome resta il fatto che c'avevo voglia di scrivere

con leggerezza vi lascio questo
(loro sono fighissimi e divertententissimi. io ho deciso, li amo!)

lunedì 17 settembre 2012

sabato 1 settembre 2012

PIANOOOO

Da agosto a novembre così, in un lampo, in un rombo di tuono.
Caffettiera piena di Toraja Kopi,
pane tostato,
uova-immancabili ormai-,
plaid,
gatto in grembo (no che non lo mangio, tranquilli!).
Mi consolo come posso perché è questa la colazione che ho avuto e che ancora vorrei.




venerdì 10 agosto 2012

LO SO

meritereste di più ma...
sono le 22.31 e devo ancora chiudere la valigia!

Baci, tanti, a spaglio, a tutti.

mercoledì 8 agosto 2012

IMMEDIATELY

I need the results. Immediately.

...

Caro cliente,
l'unica cosa che posso mandarti immediately è un vaffanculo.
che faccio, lascio???


[sullepunte....this is for you!]

sabato 4 agosto 2012

MARE PROFUMO DI MARE


Troppe braccia per non abbracciarti
 tentacoli senza tentazioni
troppe braccia per non abbracciarti
tentacoli per cercarti


Mentre ascolto penso
alle mie braccia legate, alle mie tentazioni negate, ai miei abbracci mancati.
Cavalco l'onda anomala della tristezza e prima che si possa infrangere in mille lacrime salate
CEDO:
a strascico svaligio il bancone del pesce.

Il Polpo si affoga nel suo stesso amore.
Conchiglie  e code per la sirena incantatrice.
Bollicine salgono a increspare la superficie del mio bicchiere,
mi esplodono sul palato, mi fanno il solletico al naso.

Ché non c'è bisogno di andare fino in fondo al mare,
ci si può perdere anche in un bicchiere, la differenza la fa quello che ci hai versato.

domenica 22 luglio 2012

lunedì 2 luglio 2012

SONO TONNATA

sarà per questo che mi viene da piangere come un vitello!

Fino all'altro ieri mi tiravo la copertina sulle spalle prima di addormentarmi con un sorriso e un sospiro,
a colazione sguardo perso ad accarezzare la cima delle colline,
se con la coda dell'occhio intravedevo la rupe distoglievo subito lo sguardo...troppo urbana!

il risveglio dei sensi, tutti!
vista
udito
olfatto
gusto
tatto

un tuffo in piscina
ed uno al cuore

la fusione e l'identità,
il dettaglio e lo sfondo,
l'attrazione e la resistenza.




sabato 23 giugno 2012

VADO

sto una settimana solo con me stessa

e TORNO

Fate i bravi!

mercoledì 20 giugno 2012

E' QUI LA FESTA?!?!

"Scusami cara ma non so se riesco ad esserci domani alla tua festa. E' che la mia giornata comincia alle 4.00 (si lo so, dovrei andare a dormire anziché star qua a scrivere cazzate. Ma cercate di capirmi, se vado a letto con tutti sti pensieri SE mi addormento faccio incubi tutta notte), almeno 6h di treno tra anda e rianda ed una riunione al ministero che non si sa quanto dura né a che ora inizia di preciso"
"Ma tu non ti preoccupare, a qualsiasi ora arrivi io ti aspetto"
"Guarda gioia, se arrivo ad un orario umano ci sono...se poi proprio proprio arrivo sfasciata ad un orario immondo..."
"Ma noooo, guarda tanto è una cosa tranquilla, non ci sono alcoolici"
"Ah"
"Solo cose naturali, solo dolci bio"
"Ah si"
"Solo centrifugati, infusi freddi"
"Ah si beh"
"Guarda, la cosa più tossica che c'è è il chinotto perché abbiamo pensato, magari, sai, i ragazzi..."
"              "

Vedo birra, birra ghiacciata a garganella;
cascate di Mojito ghiacciato,
cubetti di ghiaccio come grandine,
foglie di menta sulla pelle,
zucchero, zucchero di canna tra i capelli
ahhhhhhhhhhh